
(di Agnese Ferrara) Ciò che accade ora in Bulgaria è un piccolo frammento di un caos generalizzato a livello globale e la democrazia è di facciata, – così all’ANSA Vladimir Sabourìn, poeta, critico letterario e scrittore di origine bulgaro-cubana, incontrato a margine della manifestazione ‘Ritratti di poesia’ svolta all’Auditorium Conciliazione di Roma.
“I primi 23 anni della mia vita sono trascorsi al tempo del regime precedente, ho già esperienza in ambito di enormi e terribili cambiamenti e penso che ciò che sta accadendo sul piano globale sia catastrofico e sotto alcuni aspetti somigli alla caduta del regime comunista. Senza voler comparare il regime di allora con la democrazia di oggi posso però dire che in questo momento le democrazie occidentali stanno vivendo la loro catastrofe, – ha precisato Sabourìn.
“In questa cornice la situazione della Bulgaria è di una profonda instabilità e dal punto di vista storico il paese è strettamente collegato in primis con l’impero russo e poi con il regime sovietico. Questo è ciò che ora realmente sta accadendo in Bulgaria al di là della facciata democratica, con la Russia che usa sempre il più piccolo pretesto legato ai problemi del nostro paese per intervenire. Il politico che ora ha più chance per le elezioni imminenti, ne abbiamo avute otto in cinque anni, dal punto di vista politico è Rumen Radev, figura legata alla Russia senza alcun dubbio. Radev è un esempio emblematico di democrazia di facciata presente in Bulgaria. Lui ufficialmente è un ufficiale della Nato ma realmente è invece un uomo della Russia. Vista la situazione io sono molto preoccupato da quello che ci aspetta”.
Il poeta ha alle spalle sette libri di poesie e antologie poetiche ma non ha editori in Bulgaria. Ha fondato un movimento letterario per contrapporsi alla poesia politicizzata e alla privatizzazione della letteratura. “Nel mio paese mi pubblico da solo, non ho una casa editrice e non c’è alcun interesse in me come autore perché non mi inserisco in questo quadro appena descritto”.