
(di Mauretta Capuano) EDWARD ST AUBYN, LINEE PARALLELE (GRAMMA FELTRINELLI, PP 284, EURO 19). C’è una satira profonda del mondo in cui viviamo, ma anche un po’ di ottimismo in ‘Linee parallele’ di Edward St Aubyn, l’autore della saga dei Melrose, in questi giorni in Italia con il nuovo romanzo pubblicato da Gramma Feltrinelli. I protagonisti sono due gemelli, Sebastian e Olivia, separati alla nascita, che non si sono mai incontrati e hanno vissuto due vite che più diverse non potrebbero essere. Sebastian è schizofrenico e viene preso in cura dallo psicanalista Carr. Il dottore è il padre adottivo di Olivia che è impegnata nel progetto radiofonico Apocalypse per laBbc, sulle cause più probabili della prossima grande estinzione. “I miei libri sono incentrati sulla guarigione dalla malattia sia fisica che mentale e anche dell’ambiente, ecologica.
Pensiamo ai progressi che fa Sebastian, che è un un giovane molto disturbato, è uno schizofrenico e al dottor Carr che si prende cura di lui, che coraggiosamente lo aiuta, lo supporta, anche in questo c’è una grande speranza. Cerco di scrivere della gentilezza e sulla gentilezza ed è una sfida letteraria” dice St Aubyn all’ANSA.
Un sequel dei Melrose? ” I Melrose sono un po’ l’emblema della famiglia infelice, mentre qui parlo di una famiglia felice, realizzata, come quella dei Carr. La saga dei Melrose è ambientata in un’epoca che sta scomparendo, che quasi non esiste più e diciamo che sono sempre stati una minoranza, quindi si potrebbe pensare a un’edizione dei Melrose negli anni ’20 del ventunesimo secolo. Si potrebbe scrivere un sequel per vedere un po’ che cosa combinano oggi”.
Lo farà? “non so mai bene cosa faccio, cosa farò. So però che sicuramente porterò a termine questa serie di libri che sto scrivendo. E per la prima volta so già il titolo del nuovo romanzo, il terzo, si chiamerà Convergenze. E’ una cosa che non mi capita mai, la scelta del titolo è sempre una procedura lunga e fastidiosa. Non so cosa succederà nell’ultimo capitolo di questa serie, però intanto il titolo queata volta c’è. Nei libri precedenti i titoli erano composti di due parole, Doppio cieco, Linee parallele, con un po’ l’idea della divisione, mentre in questo c’è una spinta ad andare verso una visione unificata, di unione dopo tante divisioni” racconta lo scrittore che è nato nel1960 in una zona della Cornovaglia abitata dai St Aubyn dai tempi della conquista normanna. In Linee parallele c’è tema che è sempre presente nei romanzi di St Aubyn ovvero: “può la scienza pretendere di essere la migliore rappresentazione della nostra realtà se non riesce a dare una descrizione univoca proprio delle cose che per noi sono più importanti come la coscienza, la memoria, l’identità? Il parallelo è anche con la letteratura: perché temi come la compassione, la gentilezza, la bontà d’animo sono sotto rappresentati, poco presenti, rispetto alla loro valenza?” dice lo scrittore che dopo essere stato ospite di Libri Come a Roma, il 23 marzo ha fatto tappa a Milano.
‘Linee parallele’, secondo titolo della serie partita con ‘Doppio cieco’ fa riferimento al fatto che “quando noi guardiamo le linee parallele, pensiamo ai binari di un treno, di una ferrovia, abbiamo l’illusione ottica che alla fine ci sia una convergenza ed è proprio questo su cui il libro si concentra. Il libro è un incontro e se vogliamo anche la realizzazione di questa illusione” sottolinea lo scrittore “Ho voluto un po’ rappresentare lo spirito dei tempi che viviamo. e quindi la preoccupazione per l’estinzione, per tutte le catastrofi che ci aspettano, che stiamo preparando. Quando a Olivia viene chiesto di fare sei puntate sulla fine del mondo, lei ha l’imbarazzo della scelta, non sa da cosa cominciare tante ce ne sono per tutti i modi con cui stiamo preparando la fine della specie. Però questo non è un libro oscuro e pessimista.
Queste sei trasmissioni saranno bilanciate con altre sei puntate dedicate a ‘Solutions’, sei modi con cui possiamo evitare di andare incontro al disastro. È sviluppato un po’ anche un tema ripreso dal libro precedente, ‘Doppio cieco’ che riguarda questa visione scientifica, meccanicistica, obiettiva della realtà, che ci ha predisposto a guardare al mondo come se fosse un oggetto da sfruttare. Questo ci sta portando ad un futuro sicuramente poco roseo, ma è possibile adottare un altro punto di vista per riuscire a scongiurare questa minaccia che grava su di noi”.