
VIRMAN CUSENZA, ‘L’ALTRO GARIBALDI. I “DIARI” DI CAPRERA’ (Mondadori, pp. 216, euro 20).
Giuseppe Garibaldi, uomo contemporaneo. È questo il volto inedito che si nasconde dietro l’eroe dei due mondi, la camicia rossa e il mito risorgimentale. A raccontarlo è ‘L’altro Garibaldi. I ‘diari’ di Caprera’ (Mondadori, pp. 216, euro 20), opera di Virman Cusenza già prenotabile online e in uscita il 19 febbraio, e che sarà presentata il 26 febbraio alle 18 all’Archivio di Stato di Roma. All’incontro sarà presente l’autore, ci saranno gli interventi di Massimo D’Alema e Marcello Veneziani e la moderazione di Giovanna Pancheri.
Il libro sposta lo sguardo dai campi di battaglia fino a Caprera, ovvero quel posto che Garibaldi scelse non tanto come fuga dal mondo, ma come centro operativo del suo pensiero e della sua azione. Diventò così per lui un laboratorio agricolo, politico, umano. Qui il generale sperimentò, realizzò un’azienda agricola modello, importò macchinari all’avanguardia, costruì un mulino tra i più innovativi dell’epoca, impiantò quattordicimila viti. Si circondò di un ‘secondo esercito’ di mille capi di bestiame, fondando anche la Società Reale di Protezione degli Animali. Senza dimenticare lo studio, la scrittura, la riflessione, anticipando persino modelli di famiglia allargata, accogliendo amici, intellettuali e visitatori.
Come lo sappiamo? Garibaldi scelse di descrivere le sue giornate in ‘Diari agricoli’ in cui la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore e allevatore che annota con precisione la temperatura, i venti, la pressione atmosferica, la fioritura di stagione. E pure eventi che segnano la storia: la visita di un emissario di Vittorio Emanuele o lo sbarco dell’anarchico Bakunin. Caprera fu perciò un buen retiro da cui Garibaldi osservò il mondo e continuò a influenzarlo. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi, ossia un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie femminili profonde.