
L’Istituto israeliano per la letteratura ebraica non sarà con un proprio stand alla fiera del libro per ragazzi di Bologna, uno dei più importanti appuntamenti a livello mondiale dell’editoria per l’infanzia.
Sulla questione ci sono però posizioni discordanti.
Il giornale israeliano Haaretz ha infatti dato notizia che l’Istituto, un ente finanziato con fondi pubblici e sostenuto dai ministeri della Cultura e degli Esteri di Israele, il cui compito è promuovere la letteratura israeliana all’estero, si sarebbe visto respingere la domanda di partecipazione alla fiera (in programma dal 13 al 16 aprile) per ragioni politiche.
Dalla Fiera di Bologna si ricostruisce però la vicenda in maniera diversa. “Ad oggi – dice all’ANSA l’ad di BolognaFiere Antonio Bruzzone – non è arrivata nessuna domanda di partecipazione. Quando arriverà la valuteremo”.
La Regione Emilia-Romagna e la città di Bologna hanno, tuttavia, formalmente interrotto le relazioni istituzionali con il governo di Israele e con gli enti da esso controllati. Nei mesi scorsi una polemica analoga sorse in occasione del Ttg di Rimini, il salone del turismo, quando l’ente israeliano del settore venne escluso anche in virtù della decisione della Regione (che è azionista sia di Bologna Fiere sia di Ieg, la società che gestisce la fiera di Rimini) di interrompere le relazioni istituzionali con Israele.