
“Che cosa bizzarra sentirsi puri dicendo ‘io non vengo a condividere uno spazio’ e poi lavorare per le multinazionali. Contraddizioni in cui vivo anche io, sto su Instagram ad esempio. Per questo non mi sento puro e cerco di agire al meglio”. Lo ha detto Roberto Saviano nel corso dell’incontro all’Arena Repubblica-Robinson, oggi a Più Libri Più Liberi.
“Pensare che la presenza di case editrici di estrema destra debba determinare la mia presenza qui mi ha fatto molto pensare – ha dichiarato -. Tra chi ha firmato” la lettera contro la presenza di Passaggio al Bosco a Più Libri Più Liberi “nessuno è stato processato da CasaPound, io sì. Hanno perso e non mi hanno pagato niente. Per anni mi hanno attaccato. Io li odio. Mi hanno fatto striscioni dunque andassi, con scritto ‘Saviano cantastorie’ perché parlavo dei loro legami con criminali a Ostia”.
“Le persone di quel mondo quando riescono ad accedere a un’iniziativa democratica come questa non vedono l’ora di essere attaccate”, ha aggiunto, rivelando di avere “studiato questi testi, che a volte disprezzo ma che mi hanno insegnato. Julius Evola è stato fondamentale per me, ne vedo la qualità filosofica, pure l’orrore, ne prendo le distanze, non posso leggere solo spazi in cui mi trovo confortato. Bisogna leggere questi testi per capire il loro fascino, quello che ha sui ragazzini”.
“Per me non bisogna avere mai paura dei libri – ha proseguito Saviano -. Ho visto che viene venduto pure il libretto rosso di Stalin. Non è condividere spazi coi nazisti a permettere loro di andare avanti”, ma “andare ad Atreju”, un “luogo che è stato fucina di estremismo ed è stato lentamente trasformato in uno spazio di democratico confronto”.