
Non solo memoria della tragedia, ma racconto complesso di una rinascita diventata modello. È questo il cuore di 50 anni di terremoto – Le scosse che hanno trasformato il Friuli, volume collettivo presentato questo pomeriggio nella sede del Messaggero Veneto, a Udine.
L’opera – curata e coordinata editorialmente da Giusi Vianello e Angelo Pastrello per Editoriale Programma – nasce con l’obiettivo di restituire il senso profondo di quanto accaduto, andando oltre la cronaca per indagare le dinamiche sociali, culturali e istituzionali che hanno portato alla ricostruzione.
Un lavoro corale che riunisce più di 30 autori.
Nelle 320 pagine trovano spazio interviste, testimonianze dirette di soccorritori, medici e amministratori, analisi storiche e sociali e contenuti letterari: 26 poesie in marilenghe messe a disposizione dall’Università di Udine, a testimonianza di una produzione culturale fiorita proprio negli anni successivi al sisma. Completa l’opera un apparato iconografico, con immagini delle distruzioni, delle tendopoli e dei protagonisti della rinascita.
“A cinquant’anni di distanza – ha dichiarato il sindaco di Gemona, Roberto Revelant – molte persone stanno trovando il coraggio di raccontare un peso tenuto dentro per troppo tempo.
Da quell’esperienza dobbiamo saper trarre il buono e replicare quel modello anche nelle sfide di oggi”.
Per l’assessora regionale alle Finanze, Barbara Zilli, “il Friuli ha dimostrato una capacità unica di trasformare dolore e disperazione in dignità e ricostruzione. Raccontare e trasmettere questa storia è un dovere, perché se ce l’abbiamo fatta allora possiamo farcela ancora”. Il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha sottolineato “il ruolo fondamentale della lingua friulana, che ha accompagnato concretamente la ricostruzione”.